MARE DI COSTA MARE DI ORIZZONTE EBOOK

Quando ad un marinaio di Lerici chiedevano perché a trent’anni non fosse ancora sposato la risposta che da lui ottenevano era: ”Per mettere al mondo degli orfani?”. Il destino di gente che spesso si chiamava Felice, Fausto, Fortunato, Prospero, Onesto, Primo o Ultimo, secondo un esorcismo che li accompagnava dalla nascita, era quello di non vivere a lungo o, meglio, di morire giovani, per naufragio in qualche tempesta oceanica, per affondamento in qualche guerra, per qualche pestilenza micidiale. I marinai di Lerici, ma un po’ tutti i marinai dalle origini della navigazione, salpavano a bordo delle navi che li avevano ingaggiati senza alcuna certezza di ritornare. Il loro mare era quello di orizzonte, infinita distanza da percorrere tra mille rischi fino all’apparire di una sagoma scura chiamata a viva voce “Terra!”. La loro vita era l’azione…

Alle donne toccava il mare di costa, battuta da libecciate che stringevano il cuore delle spose o delle ragazze “promesse”, tuttavia musica sommessa e armoniosa, nel brillio azzurrino della sua superficie. Nell’aroma piccante delle cucine, nei vapori dei bucati alla soda e cenere, nel cucito, nella calza, nel telaio, nel ricamo, nella nostalgia dei corpi allacciati, la loro vita era l’attesa. Guardando l’orizzonte sereno e deserto mormoravano: “Che sveto de mae!”, con un brivido che le tagliava in due . Che vuoto di mare, significava…

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